Si arricchisce l’offerta di Geneticlab con due Test dedicati anche alle donne in gravidanza

Rosoliavaricella

Il Test Varicella-Zoster Virus (VZV) e il Test della Rosolia si aggiungono al già ampio pannello di proposte nell’ambito della virologia molecolare

 

Virus Varicella-Zoster

Il virus Varicella-Zoster (VZV) appartiene alla famiglia Herpesviridae, è dotato di envelope e di una capside a simmetria icosaedrica ed il suo genoma è costituito da DNA circolare a doppio filamento.
Quando fare la ricerca molecolare del Virus Varicella-Zoster (VZV)
La diagnosi di infezione VZV viene facilmente fatta attraverso una valutazione clinica del paziente. La ricerca molecolare diventa fondamentale in casi borderline, nei casi in cui deve essere monitorata l’infezione, in pazienti immunocompromessi e in casi dove la diagnosi diventa complessa a causa di una pregressa vaccinazione. Inoltre, la ricerca nel liquido amniotico del genoma di VZV è fondamentale nei rari casi in cui si sospetta che una madre infetta trasmetta il virus al feto.
Perché è importante verificare la trasmissione verticale del virus
La trasmissione verticale di VZV dalla madre al feto può causare gravi complicazioni sia nella madre che nel feto: le conseguenze, infatti, possono variare da un’infezione asintomatica, alla perdita del feto, fino all’insorgenza di anomalie congenite. La trasmissione verticale si può verificare fino al 25% dei casi in cui la madre contrae l’infezione primaria nei primi due trimestri di gravidanza, causando, nel 12% dei casi, la cosiddetta “sindrome da varicella congenita”. Il 30% circa dei neonati affetti da questa sindrome muore nel corso dei primi mesi di vita.
Come funzione il Test Varicella-Zoster Virus (VZV)
Il Test identifica il genoma virale nel campione biologico con una specificità superiore al 99,9% ed una sensibilità analitica di 500 copie/ml. La ricerca molecolare permette l’identificazione del virus con una efficienza del 90% superiore rispetto alle metodiche con colture cellulari. La ricerca può essere effettuata su Liquido Amniotico, Sangue in EDTA, tampone cutaneo, tampone orale o faringeo, liquido cerebrospinale (CSF) e biopsia.
Eventuali Follow-up Clinici e Diagnostici
Se una donna durante la gravidanza è stata esposta al rischio di infezione da VZV, è necessario ricorrere ad una terapia immunoprofilattica passiva attraverso la somministrazione di immunoglobuline specifiche che riducono il rischio di trasmissione verticale del virus e l’insorgenza di eventuali complicazioni nella madre.
In adulti infetti può invece essere consigliata una terapia orale o intravenosa con antivirali.

 


 

Rosolia

Il virus della rosolia (rubella virus) appartiene alla famiglia Togaviridae, è dotato di envelope e di un capside a simmetria icosaedrica ed il suo genoma è costituito da una molecola di RNA a singolo filamento.
La rosolia è una malattia prevalentemente infantile, endemica in tutto il mondo, che si presenta generalmente con sintomi lievi. Le conseguenze possono essere più gravi nel caso in cui il virus infetti donne in gravidanza: in questo caso, infatti, il virus può causare nel neonato la cosiddetta “sindrome da rosolia congenita”.
Quando fare la ricerca molecolare del Virus della Rosolia
La ricerca molecolare del virus della rosolia può essere richiesta nei casi borderline dove la diagnosi clinica o biochimica non è definitiva. Nelle donne in gravidanza che contraggono la malattia diventa fondamentale ricercare il virus nel liquido amniotico per verificare la trasmissione verticale del virus al feto
Perché è importante verificare la trasmissione verticale del virus
Rilevare l’infezione fetale da rosolia è estremamente importante soprattutto nel caso in cui la donna abbia contratto l’infezione primaria nel corso delle prime 12 settimane di gravidanza. Nell’80% circa di questi casi, infatti, il neonato sviluppa la cosiddetta “sindrome da rosolia congenita”, caratterizzata da difetti visivi, quali cataratta, glaucoma, retinopatia o cecità, sordità, difetti cardiovascolari, alterazioni ossee e neurologiche, quali microcefalia e ritardo mentale e infine epatosplenomegalia.
Come funzione il Test della Rosolia
Il Test identifica il genoma virale nel campione biologico con una specificità superiore al 99,9% ed una sensibilità analitica di 400 copie/ml. La ricerca può essere effettuata su Liquido Amniotico, plasma, siero, tampone orale o nasale, tessuti.
Eventuali Follow-up Clinici e Diagnostici
Ad oggi non è disponibile alcun farmaco antivirale che possa essere utilizzato per il trattamento della sindrome da rosolia congenita. Tuttavia in Europa, la rosolia è stata quasi interamente debellata grazie ad un adeguato programma di vaccinazione e casi occasionali sono esclusivamente dovuti al fenomeno dell’immigrazione.

 


 

ALTRI TEST NELL’AMBITO DELLA VIROLOGIA MOLECOLARE
PROPOSTI DA GENETICLAB:

– Ricerca di genoma del Citomegalovirus (CMV)
– Ricerca di genoma del virus di Epstein-Barr (EBV)
– Ricerca di genoma del virus dell’epatite B (HBV)
– Ricerca di genoma del virus dell’epatite C (HCV)
– Ricerca di genoma del virus dell’immunodeficienza umana HIV
– Ricerca di genoma del Herpes Simplex Virus 1 e 2

 


 

Risorse online:

> Scheda descrittiva dei due nuovi Test
> Bibliografia di riferimento

Lo staff di Geneticlab rimane a completa disposizione per qualsiasi chiarimento ulteriore.
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