CELIACHIA: COME CAMBIA LA DIAGNOSI CON LE ULTIME LINEE GUIDA

Tante le novità proposte dall’aggiornamento del protocollo: l’importanza del test genetico e la possibilità di evitare la biopsia in età pediatrica

Tutelare i celiaci: una mission sanitaria e sociale

La relazione annuale presentata in Parlamento poche settimane fa sulla celiachia è stata l’occasione per fare il punto su questo tema, mettendo in luce i numeri della patologia e i cambiamenti introdotti dal nuovo protocollo di diagnosi e follow-up messo a punto nel 2015. Il documento presentato alle Camere ribadisce l’importanza dei metodi diagnostici e fissa come un obbiettivo sociale, oltre che sanitario, la tutela dei celiaci da parte della sanità pubblica. (Per consultare la Relazione clicca qui)

 

Quanto è diffusa la Celiachia

Le nuove linee guida aggiornano profondamente quelle precedenti del 2007, integrando le ultime evidenze scientifiche, come l’applicazione del protocollo ESPGHAN per la diagnosi in età pediatrica ed adolescenziale.
Un’esigenza di rinnovamento e approfondimento dettata anche dall’attualità sanitaria del problema che oggi coinvolge una platea sempre più ampia di persone. Nel 2014 – ultimo dato ufficiale disponibile – in Italia risultano 172.197 celiaci di cui il 48 % è concentrato al Nord, il 22 % al Centro,  il 19 % al Sud e l’11 % nelle Isole. Il trend di questa malattia non sembra in diminuzione: i casi infatti sono quasi 8.000 in più rispetto al 2013 e 23.500 in più del 2012. (Per consultare le nuove linee guida clicca qui – p. 147)

 

Linee Guida: novità nella diagnosi e nel follow-up

Quali sono le principali novità delle nuove Linee Guida che coinvolgono prima di tutto i pazienti ma anche medici, specialisti e laboratori?

Il documento ribadisce l’importanza diagnostica del test genetico (identificazione degli alleili HLA) e del suo valore predittivo negativo, dato che la negatività per entrambi gli aplotipi (DQA e DQB) rende decisamente improbabile la diagnosi di celiaca e inutile lo screening successivo con metodiche sierologiche.

 

Vengono elaborati due algoritmi diagnostici (rispettivamente per l’età pediatrica e per l’età adulta) per semplificare l’approccio clinico/diagnostico e favorire l’aumento delle diagnosi. Gli algoritmi sono disponibili in questo documento online (pag. 9).

 

Per i pazienti in età pediatrica e adolescenziale la diagnosi di celiachia può avvenire senza ricorrere alla biopsia duodenale in presenza di un quadro clinico specifico: sintomi di malassorbimento, sintomi correlati all’assunzione di glutine, positività per anticorpi anti-tTG IgA superiore ad almeno 10 volte il valore soglia, confermata dalla positività per gli EmA IgA e dalla presenza del profilo genetico compatibile (HLA-DQ2 e/o DQ8).

 

È stata ampliata la lista di segni, sintomi e condizioni cliniche necessari per avviare gli accertamenti diagnostici.
Il follow-up prevede, dopo un primo controllo a 6-12 mesi dalla diagnosi, controlli successivi ogni 1-2 anni, e non necessariamente ogni anno.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti:
> Protocollo per la diagnosi e follow-up della celiachia (p. 147)
> Celiachia – Relazione annuale al Parlamento 2014 (Ministero della Salute)
> Ass. Italiana Celiachia – Area dedicata alle nuove Linee guida

Per informazioni sui Test legati all’ambtio celiachia e nutrizione:
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